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Meeting, Tremonti show Ma col Titano non parla

da Redazione

Ha il coraggio di citare Berlinguer, ma non “affronta” il suo omologo di San Marino. È stato Giulio Tremonti show al Meeting, nel suo intervento di ieri sera. Una platea attenta e numerosissima per il discorso del Ministro dell’Economia. E tra le poltroncine della Fiera di Rimini anche numerose personalità sammarinesi, particolarmente interessate agli sviluppi del “nemico pubblico numero 1” di questi tempi.

Ha il coraggio di citare Berlinguer, ma non “affronta” il suo omologo di San Marino. È stato Giulio Tremonti show al Meeting, nel suo intervento di ieri sera. Una platea attenta e numerosissima per il discorso del Ministro dell’Economia. E tra le poltroncine della Fiera di Rimini anche numerose personalità sammarinesi, particolarmente interessate agli sviluppi del “nemico pubblico numero 1” di questi tempi. Probabilmente anche curiose di sapere se in questa occasione Tremonti avrebbe compiuto un passo avanti, scambiando due parole con il Segretario di Stato alle Finanze di San Marino, Pasquale Valentini, o con il Segretario agli Esteri Antonella Mularoni. Ma l’incontro non era in programma e non è che perché Tremonti arriva a venti chilometri dal Titano che necessariamente si può pensare che cambi improvvisamente linea di condotta. E infatti l’auspicato “contatto” non si è verificato. Sarà per un’altra volta.
Nel suo intervento, Tremonti ha rivendicato l’operato del Governo italiano in questi due anni di Legislatura (“Siamo orgogliosi e convinti della politica che abbiamo fatto”).

Il ministro ha quindi sottolineato la stabilità finanziaria garantita dal governo durante la crisi come "dato politico" fondamentale. "La tenuta dei conti pubblici – ha spiegato – ha garantito la tenuta del sistema finanziario e bancario, del sistema pensionistico, la coesione sociale e la tenuta della base industriale del nostro Paese" ed è oggi "sul presupposto della tenuta dei conti che possiamo volgere lo sguardo al futuro". Molto forte è stato il richiamo del ministro dell’Economia, lungo tutto il suo intervento, alla disciplina di bilancio, uno dei "pilastri" della "reazione" europea alla crisi. Tremonti ha usato in particolare una parola, "austerità", indicando quanto scriveva Enrico Berlinguer nel 1977 come "punto di riferimento etico e politico da non trascurare", pur "non condividendo tante analisi" e anche se "la nostra politica è diversa da allora, così come la nostra visione delle civiltà occidentali". Il ministro si è detto quindi "orgoglioso di aver resistito alle richieste ‘deficiste’ che venivano dalla politica e dalla società civile", perché "lo sviluppo non si fa con il deficit, il deficit causa crisi e non sviluppo, né si fa per decreto". Ma nel suo intervento Tremonti ha indicato otto punti su cui il governo ha avviato una riflessione e intende intervenire, perché se i governi "non hanno la bacchetta magica", hanno però "il dovere di disegnare il quadro strategico, il software", un lavoro che "richiede il consenso e la collaborazione di tutti". Dalla dimensione delle imprese alla sbruocratizzazione, dall’eccessivo peso della pressione fiscale al lavoro, dal Mezzogiorno fino all’istruzione e all’energia nucleare. E naturalmente il federalismo fiscale, che "stiamo attuando e che non è – assicura – un salto nel buio, ma verso il futuro, l’allineamento dell’Italia all’Europa"."In un mondo in cui l’economia e la competizione avvengono tra giganti – ha fatto presente Tremonti – è critica la posizione del nostro Paese", che ha una prevalenza di medie e piccole imprese (15-50 addetti), le quali vanno incoraggiate verso una "dimensione maggiore". "Non puoi killerare le piccole imprese, ma puoi metterle in rete" e creare "strutture di promozione commerciale" che le mettano "in rete" all’estero. Nel mondo inoltre "la competizione è tra diseguali", nel senso, ha spiegato il ministro, che le regole sull’impresa e sul lavoro sono "radicalmente diverse" dalle nostre. E questo chiama in causa il tema dei diritti: "Se vuoi i diritti perfetti nella fabbrica ideale – ha detto Tremonti con evidente riferimento all’accordo di Pomigliano e alla vicenda della Fiat di Melfi – rischi di conservare i diritti perfetti, ma di perdere la fabbrica ideale che va a produrre da un’altra parte".
Tremonti ha parlato anche della necessità di sperimentare forme di "compartecipazione" dei lavoratori nell’impresa, "non la partecipazione del lavoratore alla gestione dell’impresa, ma pensiamo alla remunerazione del lavoratore calcolata anche sugli utili dell’impresa", e un "esperimento" in tal senso potrebbe partire con "Poste italiane Spa", ha anticipato il ministro. Altri temi su cui il ministro dell’Economia ha posto l’accento sono quelli della sburocratizzazione e della riforma fiscale. Riguardo il primo, ha ribadito che "viviamo in un sistema in cui tutto è vietato tranne ciò che è graziosamente e temporaneamente permesso dallo Stato. Dobbiamo ribaltare questa logica e dire ‘tutto è libero tranne ciò che e’ vietato’ da una legge che merita di essere considerata tale e non l’arbitrario taglieggiamento delle burocrazie politiche e amministrative". Il sistema fiscale, ha spiegato il ministro, è "complicato" e la pressione "molto alta". Dunque, "così come bisogna passare dal centro alla periferia, occorre passare dal complesso al semplice", con "una riforma fiscale che abbatta il numero delle complicazioni". "E da questo esercizio – ha aggiunto Tremonti – pensiamo possa venire lo spazio per tre ‘favori’, tre agevolazioni, dallo Stato: sulla famiglia, sul lavoro, sulla ricerca". Quindi il governo si pone l’obiettivo di realizzare "un regime fiscale di sostegno della famiglia, del lavoro, e della ricerca, ma solo – ha avvertito il ministro – sul presupposto della tenuta dei conti". "Il politico firma l’assegno – ha messo in guardia – ma se è scoperto sono le famiglie che lo pagano e noi non vogliamo questo".
Tra gli otto punti di riflessione e di azione il ministro Tremonti ha incluso il Mezzogiorno. L’errore, definito "demenziale", è stato "considerare la questione meridionale come regionale, mentre è una questione nazionale e non è la somma delle singole regioni". Serve quindi "una politica nazionale per il Meridione, una visione generale e una strategia nazionale". Infine, il ministro dell’Economia ha parlato di energia, osservando che "competere senza il nucleare è come competere in modo auto-spiazzato", e di istruzione, ormai un "fattore competitivo fondamentale". In particolare, ha sottolineato l’importanza dell’istruzione tecnica, colpevolmente "abbandonata", e invece "strategica per lo sviluppo", sulla quale "non c’è niente di male se si lavora insieme con industria e imprese". Tutti questi temi, ha concluso Tremonti, "il dovere del governo è aprirli a tutti gli uomini e i soggetti di buona volontà", nella convinzione che "se una cosa è giusta, è giusta a prescindere da chi la propone". "Nel vecchio mondo la politica scendeva dall’alto verso il basso, le ideologie calavano sui popoli e sulla realtà – è l’ultima riflessione offerta dal ministro dell’Economia alla platea del Meeting di Rimini -. Nel mondo che viviamo la politica deve procedere dal basso verso l’alto, dal basso che è in realtà l’alto della persona, della famiglia, della comunità". E "tutto questo è fondamentale per definire un modello politico e civile, che non contiene solo la solidarietà socialista, l’avidità mercatista, ma che contiene molto della carità cristiana, non solo l’avere ma anche l’essere, non solo interessi ma anche valori, non solo comprare ma anche donare".

 

 GIAN CARLO VENTURINI: SODDISFATTO PER L’INCONTRO CON GALAN
Non è avvenuto l’incontro tra il ministro delle Finanze italiano Giulio Tremonti e quello di San Marino, Pasquale Valentini, ieri, al Meeting di Rimini, ma nel pomeriggio c’è stato spazio per un altro incontro tra i due governi. Il ministro dell’Agricoltura italiano, Giancarlo Galan si è infatti intrattenuto con il suo omologo sanmarinese, Gian Carlo Venturini. "Sono molto soddisfatto per questo incontro – commenta Venturini – che apre le porte ad un accordo tra i nostri ministeri in materia di tutela dell’agricoltura e di valorizzazione del territorio". Galan ha fatto sapere che presto farà visita al Titano. Oggi al meeting sono presenti i Capi di Stato di Stato di San Marino, nonché numerosi ministri, tra cui la responsabile degli Esteri, Antonella Mularoni, che incontrerà nel pomeriggio il suo omologo italiano, Franco Frattini, e il Segretario di Stato all’Industria, Marco Arzilli, relatore al convegno dedicato all’innovazione.


LA FOTOGALLERY DI TREMONTI AL MEETING
 

 

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