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Cedolare secca sugli affitti ecco come funziona

da Redazione

La cedolare secca sugli affitti potrebbe partire con uno sconto del 5%: il ministro Calderoli ha annunciato che l’imposta sulle locazioni dal 25% atteso scenderà al solo 20%. Anticipazioni sulla grande novità introdotta dal CdM, per la soddisfazione degli enti comunali. Ecco come funzionerà la cedolare secca, stando alle prime anticipazioni.

"La ‘cedolare secca’ sugli affitti potrebbe partire con uno sconto del 5%: ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo sistema di tassazione sulla casa, e il ministro Calderoli ha annunciato che l’imposta sulle locazioni dal 25% atteso scenderà al solo 20%, ma il documento reso pubblico in serata dal governo non contiene cifre. I numeri sembrano ancora in discussione e la definizione del ‘quantum’ dovrebbe essere rinviata a oggi". Lo scrive La Stampa, che aggiunge: "Un’altra novità è che la cedolare secca sarà alternativa: il proprietario potrà optare per pagare al Fisco la quota fissa stabilita dalla legge, quale che sia, oppure pagarci sopra l’Irpef che prevede tante aliquote quanti sono gli scaglioni di reddito.
Secondo quanto si diceva ieri sera, per pagare bisognerà versare in acconto l’85% per il 2011 e il 90% per il 2012 ma spetterà all’Agenzia delle Entrate definire nel dettaglio le modalità. Multe severe per chi evaderà la tassa. Dal 2014 arriva una nuova imposta municipale, l’Imu, che si applicherà solo alle seconde case e a quelle di lusso. Anche di questa non si sa ancora l’aliquota, che verrà fissata entro il prossimo 30 novembre. I Comuni dovrebbero avere la possibilità di aumentarla o diminuirla dello 0,3%". Aggiunge il quotidiano torinese: "L’Imu sostituisce, per la componente immobiliare, l’imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, l’imposta di bollo, l’imposta sulle successioni e donazioni, le tasse ipotecarie, i tributi speciali catastali e l’imposta comunale sugli immobili. Dovrebbe essere versata in quattro rate di pari importo con scadenze al 31 marzo, al 16 giugno, al 30 settembre e al 16 dicembre. Il contribuente potrà decidere di versarla in un’unica soluzione annuale entro il 16 giugno. Poi è prevista un’imposta facoltativa che non riguarderà gli immobili a uso abitativo. Potrà sostituire la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, il canone di occupazione di spazi e aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni, il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari e l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza. Il tributo sulle compravendite spetterà ai Comuni e sarà del 2 o del 3% sulle prime case, e fra il 7 e il 10% sulle seconde. Per potenziare la natura federale del sistema fiscale ai Comuni viene devoluto il gettito derivante dalle seguenti imposte: di registro e di bollo; ipotecaria e catastale; sul reddito delle persone fisiche, in relazione ai redditi fondiari, escluso il reddito agrario; di registro e di bollo sui contratti di locazione relativi a immobili; tributi speciali catastali; tasse ipotecarie e cedolare secca sugli affitti. Un Fondo sperimentale di riequilibrio della durata di 5 anni provvederà ad attenuare eventuali scompensi fra territori. Allo Stato è attribuita una compartecipazione sul gettito dei tributi, da fissare entro il 30 novembre. Il maggior gettito derivante dall’accatastamento degli immobili finora non dichiarati in catasto andrà ai Comuni. Verrà elevata al 50% la quota dei tributi statali riconosciuta agli stessi Comuni, che inoltre avranno accesso ai dati contenuti nell’anagrafe tributaria, secondo modalità stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate d’intesa con la Conferenza Stato-città e autonomie locali.


CEDOLARE SECCA: I PRO E I CONTRO

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