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Messico, che impresa: 2-0 contro la Francia

da Redazione

Que viva Mexico! Javier Hernandez e Cuauhtemoc Blanco lo gridano a squarciagola. Sono gli autori del 2-0 con cui la squadra di Aguirre fa fuori un’orribile Francia ormai sull’orlo del baratro; a un centimetro dall’eliminazione. I “galletti” annaspano: in due partite nemmeno una rete realizzata. Il ct Domenech: “Che tristezza”.

Il Peter Mokaba Stadium di Polokwane festeggia una vittoria ineccepibile e assiste al tracollo dei vicecampioni del mondo, mai in partita e gestita da un tecnico demotivato. Adesso a monsieur Domenech non resta che sperare in una rumorosa vittoria a suon di gol con il Sudafrica, con la speranza che nell’ultima giornata del girone A, Messico e Uruguay se la giochino davvero senza puntare al pareggio che varrebbe la qualificazione agli ottavi per entrambi. La sfida? Alla fine del primo tempo si fa presto a trarre un giudizio. Tanto Messico e poca Francia. Ma è riduttivo. Pur senza gol, la prima frazione offre lo spettacolo della squadra centroamericana che mette sotto i Bleus con i fatti; vale a dire gioco e occasioni nette. Apparentemente, almeno in partenza, è la Francia a fare la partita, attesa al varco dal Messico che la impallina in contropiede. La squadra di Domenech si trova a suo agio sulla fascia sinistra, dove Ribery e Malouda raddoppiano, ma va poi a sbattere con il suo limite maggiore: la mancanza di un centravanti di ruolo (l’assurda idea fissa dell’eccentrico commissario tecnico) che la sappia mettere dentro. I transalpini sanno giocare; hanno esperienza e classe. I due elementi che gli permettono di frenare le rapide ripartenze dei messicani. Ma non può bastare. La squadra centroamericana può infatti contare su autentici talenti come Giovani, che sfiora il gol, e Vela, che però deve abbondare anzitempo per un problema muscolare e lasciare il posto a Barrera al 32’ La partita è intensa e ben giocata; il Messico spinge ma non sfrutta le occasioni; la Francia si affida a Malouda, il suo elemento migliore, tutto spunto e classe che nell’uno contro uno fa la differenza. Ma è l’unico solista talentuoso in un gruppo stonato di orchestrali dove steccano un po’ tutti. Mentre il Messico si fa bello e esibisce un possesso palla elegante. Domenech riparte con Gignac al posto di Anelka. La Francia va meglio: incide di più e tira di più in porta. Ma è solo uno specchietto per le allodlole. Il collega messicano Aguirre risponde per le rime inserendo un attaccante, Hernandez, al posto di Juarez. Come dire…voglio vincere. I suoi ragazzi tornano infatti a essere intraprendenti e belli. Aguirre ribadisce il suo concetto e si fa spregiudicato inserendo anche il mitico Cuauhtemoc Blanco, 36 anni, quasi 37, per Franco. Si sente il gol fra le mani. Che arriva. Al 19’. Palla filtrante al limite del fuorigioco per Hernandez che supera Lloris e infila a porta vuota. La mazzata è evidente. I Bleus assordati da canti e vuvuzelas pro Messico, non hanno la lucidità necessaria per recuperare. Ma la follia offensiva di Aguirre è vincente. Barrera si guadagna al 34’ un rigore che Blanco trasforma dopo una lunga rincorsa mettendola dentro alla destra di Lloris. Delirio e tequila. L’impresa è fatta, mentre la Francia si squaglia. La favola messicana continua. I vicecampioni del mondo voltano pagina.

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