Home NotizieAttualità Calcestruzzi e Italcementi, sgominato traffico tra edilizia e Mafia

Calcestruzzi e Italcementi, sgominato traffico tra edilizia e Mafia

da Redazione

Giro di vite attorno al mondo dell’edilizia: in Sicilia, stamani all’alba, gli investigatori hanno arrestato 14 persone, tra cui boss mafiosi e vertici ed ex amministratori della Calcestruzzi e dell’Italcementi nell’ambito dell’operazione denominata “Doppio colpo”. Il trucco consisteva nel mettere meno cemento rispetto a quello necessario nelle costruzioni. Con il rischio di crolli e dell’incolumità delle persone.

Ricostruiamo la vicenda: i boss mafiosi imponevano la fornitura del calcestruzzo prodotto dalla Calcestruzzi Spa alle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici o privati "eliminando scomode concorrenze e consentendo l’espansione dell’azienda bergamasca nel mercato della Sicilia orientale". In particolare, secondo quanto appurato dalla Dda di Caltanissetta, sarebbero stati i boss mafiosi Giuseppe Madonia, Francesco La Rocca e Giuseppe Giovanni Laurino, tutti e tre già detenuti per associazione mafiosa, ritenuti "esponenti di spicco delle articolazioni nissena e catanese di Cosa nostra", a imporre la fornitura del calcestruzzo. Secondo i militari dell’Arma e la Guardia di Finanza di Caltanissetta sarebbero emerse "senza ombra di dubbio" le responsabilità dei proprietari e dei gestori delle imprese siciliane dedite al movimento terra, che avevano rapporti di lavoro con la Calcestruzzi, accusati di aver creato e utilizzato un sistema informatico per alterare i dati di gestione produttiva del calcestruzzo fornito per appalti pubblici e privati in difformità alle previsioni contrattuali al fine di occultare la scadente qualità del calcestruzzo venduto". Sono emerse, infine, responsabilità di due ex dipendenti della Calcestruzzi che, nella loro qualità di tecnologi, avrebbero fornito per le commesse relative all’appalto Porto Isola-Diga Foranea Gela, "conglomerati composti da un minor quantitativo di cemento e da inerti non idonei per lo stesso impiego". In altre parole i tecnologi avrebbero organizzato fraudolentemente delle ‘ricette di produzione’ del calcestruzzo difformi da quelle stabilite dal contratto.

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