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Rimini, rabbia vulcanica sull’aeroporto Fellini

da Redazione

Le polveri vulcaniche provenienti dal vulcano islandese Eyjafjallajokull hanno danneggiato anche l’aeroporto Fellini di Rimini – San Marino. Che per la chiusura disposta dall’Enac lamenta 48 voli annullati e 52 mila euro di danni.

Le polveri vulcaniche provenienti dal vulcano islandese Eyjafjallajokull – quelle che hanno paralizzato quasi tutta l’Europa che vola – si sono appoggiate anche sull’aeroporto internazionale di Rimini e della Repubblica di San Marino. E mentre l’Enac comunica di aver disposto “la riapertura dell’intero spazio aereo a decorrere dalle ore 12 di martedì 20 aprile (ora italiana), avendo tolto la limitazione che autorizzava al volo i soli collegamenti aerei nazionali” (ma con l’esclusione degli aeroporti del Nord Europa ancora chiusi, per i quali si dovranno attendere le decisioni delle locali autorità per l’aviazione civile, ndr), lo scalo rivierasco si guarda in tasca e conta i cocci dovuti al blocco dei cieli.
Sono stati 48 i voli annullati da venerdì 16 aprile a martedì 20 aprile, per un totale di circa 5.000 passeggeri. E le polveri hanno “provocato” un danno di circa 52 mila euro (ben altre le cifre per quanto riguarda Forlì: al “Ridolfi” si parla di circa 120mila euro di introiti mancati da venerdì a martedì).
“Le polveri del vulcano islandese – spiega il Presidente di Aeradria Massimo Masini – sono arrivate dopo un inizio 2010 molto incoraggiante: +55% nel periodo gennaio-marzo rispetto ai primi tre mesi del 2009, mentre per quel che concerne i numeri di aprile, rispetto a 12 mesi fa e sino al giorno del blocco dei voli, eravamo a +138%”.
Masini ha voluto rassicurare i viaggiatori: “Per recuperare la perdita, non interverremo sui passeggeri bensì sui costi. Il canone di concessione è composto da quattro voci. Chiederemo ad Enac di ‘scontare’ i mancati introiti dovuti al vulcano agendo proprio sul canone”.
Ogni passeggero infatti ‘versa’ un obolo di 4,5 euro: 3 euro vanno all’INPS, 50 centesimi ai Vigili del Fuoco e un euro ai Comuni dove è ubicato l’aeroporto, che nel nostro caso sono Rimini e Riccione. “All’Enac – prosegue Masini – per il 2010, inoltreremo la domanda di riconvertire gli importi e di ‘trasferire’ all’aeroporto l’euro dato ai Comuni”.
Numeri che il Presidente Masini ha snocciolato a latere della presentazione di Air Vallee, il nuovo vettore che farà del “Fellini” la propria base operativa con tanto di personale. Dall’estate – il 15 giugno si staccherà da terra il primo charter mentre per i voli di linea bisognerà attendere il mese di luglio – la compagnia italiana collegherà Rimini a Cagliari, Napoli, Milano Malpensa, Belgrado, Spalato e Corfù.

 

MONDO
Le foto che rimbalzano da tutto il globo sono eloquenti: milioni di persone a terra, e due miliardi di euro di danni per le compagnie aeree. In attesa dei numeri ufficiali, le stime parlano di 100 mila voli cancellati per la nube di cenere, con un naturale ‘collasso’ del traffico su binari, con carrozze piene e file alle biglietterie in attesa di qualche treno extra. Psicosi o eccesso di zelo? I voli di prova effettuati durante il weekend ‘nero’ si sono conclusi senza problemi di rilievo per i velivoli inviati a testare il pericolo di transitare all’interno della nube di cenere…

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