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Vancouver, si chiudono i Giochi Giorgio Di Centa costretto ad abdicare

da Redazione

Si spengono le luci sui Giochi Olimpici invernali di Vancouver, Canada. Per fortuna l’Italia può ancora gioire per la medaglia d’oro di Razzoli, nello slalom, perché l’ultima gara a cui ha partecipato, la 50 km di fondo, non ha regalato soddisfazioni. Giorgio Di Centa, oro a Torino 4 anni fa, è stato costretto ad abdicare: ha tenuto bene fino all’ultimo chilometro, poi si è arreso ai più freschi avversari. Per lui un nono posto, ma anche poche recriminazioni per quest’ultima gara.

Con la cerimonia di chiusura ed il passaggio di consegne a Sochi 2014 è calato il sipario sui 21esimi Giochi Invernali di Vancouver 2010. È ufficiale: l’Italia chiude con un bottino totale di cinque medaglie, l’oro di Razzoli nello sci, l’argento di Piller Cottrer nel fondo, i bronzi di Fontana nello short track, di Zoeggeler nello slittino e di Pittin nella combinata nordica. Poco, troppo poco.
Nell’ultima gara in cui gli azzurri avevano la possibilità di mettere altra carne al fuoco dopo l’exploit di Razzoli nello slalom, Giorgio Di Centa non ha mantenuto l’alloro olimpico vinto quattro anni orsono a Torino nella 50 chilometri a tecnica classica. A divorarsi il manto nevoso è stato Petter Northug, il norvegese bionico che ha rimontato il tedesco Axel Teichmann e lo ha messo alle spalle per soli tre decimi. A un secondo, lo svedese Johan Olsson, bravo a rimanere aggrappato al bronzo. Di Centa è arrivato undicesimo ma al termine di un’autentica prova d’orgoglio. E’ stato bravo a restare con i migliori sino ai residui mille metri ma il forcing finale di Teichmann lo ha colto di sorpresa, finendo a 13"5 dal vincitore.
"Sono stato sempre nel vivo della competizione – ha dichiarato alla fine Di Centa – Disponevo di materiali ottimi, non ho nessuna recriminazione. Peccato per l’ultimo chilometro quando la gara si è trasformata in uno sprint: non sono riuscito a cambiare marcia. Ho onorato il mio titolo olimpico, è stata una trasferta durissima sia per noi atleti che per i tecnici, il mio rammarico è stato quello di non essere riuscito a rendere al 100% in tutte le gare: mi riferisco alla pursuit nel passo pattinato e alla staffetta, quando ho sbagliato la scelta degli sci. Evidentemente era destino che dovessi vincere la mia gara della carriera in Coppa del mondo alla vigilia delle Olimpiadi, senza poi riuscire a salire sul podio negli appuntamenti più importanti. Proseguirò l’attività un altro anno, l’obiettivo sarà la 50 chilometri a tecnica libera dei prossimi Mondiali di Oslo".
Ventiseiesimo Pietro Piller Cottrer, anch’egli bravo fino ai 40 km, poi incappato in una caduta che gli ha fatto perdere il contatto con i migliori, mentre Valerio Checchi è arrivato 31esimo a 5’14"2 e Roland Clara 36esimo a 5’25"3.

L’ULTIMO ORO, IL PIU’ ATTESO, AL CANADA: 3-2 AGLI USA NELL’HOCKEY
L’ultimo oro assegnato è quello dell’hockey maschile: battendo per 3-2 in finale gli Stati Uniti con il golden gol di Crosby, i padroni di casa hanno dato il via alla festa che è andata avanti tutta la notte. Gli americani recriminano per la rimonta (da 0-2 a 2-2), i canadesi vincono anche il medagliere con 14 ori, 7 argenti e 5 bronzi, diventando di gran lunga il Paese organizzatore più vincente nella storia dei Giochi Invernali (fino ad oggi il massimo era 10 titoli olimpici), e stabilendo soprattutto il nuovo primato di ori vinti in una sola edizione, meglio dei 13 conquistati dall’Unione Sovietica nel 1976 e poi dalla Norvegia nel 2002. E per fortuna che, prima di Vancouver, non avevano mai conquistato un titolo olimpico nelle altre due edizioni casalinghe, a Montreal e Calgary.
C’e’ infine anche il bilancio del presidente del Cio Jacques Rogge: Olimpiade promossa a pieni voti, anche se resta nel cuore il dolore per la morte dello slittinista georgiano Nodar Kumaritashvili. "E’ stato un dramma che mi ha colpito molto dal punto di vista personale, non ho dormito per due notti – le parole di Rogge – Noi abbiamo la responsabilità morale della sicurezza degli atleti però non si possono eliminare tutti i rischi. E’ stato giusto far proseguire la gara, anche se su quanto accaduto metteremo al lavoro i nostri esperti per trarre le necessarie conclusioni, non prima tuttavia di conoscere i risultati delle indagini delle autorità canadesi".
 

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