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Vancouver, si tocca il fondo Carolina salvaci tu

da Redazione

Mentre nel gigante femminile la nebbia salva (temporaneamente) le azzurre dall’ennesima brutta figura (oggi la seconda manche, si salva solo Moelgg, ottava), è nel fondo che l’Italia a Vancouver tocca… il fondo. Con la prima volta della staffetta italiana fuori dal podio dal lontano 1992. Questa notte intanto tocca di nuovo a Carolina Kostner: deve rimontare dal settimo posto, ma (almeno) lei è fiduciosa.

Ancora il maltempo protagonista alle Olimpiadi di Vancouver. E per l’Italia piove davvero sul bagnato. La fitta nebbia che è calata ieri sulle montagne di Whistler ha impedito lo svolgimento della seconda manche dello slalom gigante femminile. La prova sarà recuperata oggi con l’austriaca Elisabeth Goergel che ha chiuso al comando la prima manche (1’15"12) davanti alla francese Tania Barioz, staccata di soli due centesimi e alle connazionali Kathrin Zettel (+0"16) e Eva Maria Brem (+0"26). Tra le azzurre Manuela Moelgg ha ottenuto l’ottavo tempo a 67 centesimi dalla vetta. Attardate le altre con Federica Brignone al ventesimo posto in ritardo di 1"89, seguita da Nicole Gius. Trentesima Denise Karbon, a 3"10, che ha pagato un grave errore dovuto probabilmente ad un’irregolarità della pista che l’ha catapultata nella neve fresca. Una giornataccia anche per Lidsey Vonn che nella caduta si è fratturata il mignolo del piede destro. La statunitense sarà comunque al via nello slalom di venerdì. La staffetta italiana del fondo scende dal podio per la prima volta dal 1992 con il nono posto di Valerio Checchi, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi nella 4×10 km. Nelle cinque precedenti edizioni, da Albertville a Torino, i fondisti azzurri hanno sempre ottenuto una medaglia. L’ultima passaggio a vuoto fu proprio sulle nevi canadesi ai Giochi di Calgary del 1988 e ieri su quelle di Whistler si è chiuso un ciclo fatto di ori e argenti. La Svezia invece torna a vincere con la staffetta maschile dopo 22 anni grazie all’impresa del quartetto formato da Richardsson, Olsson, Soedergren e Hjellner, che hanno relegato Norvegia e Repubblica Ceca all’argento e al bronzo. In una gara condizionata da una forte nevicata gli azzurri hanno pagato la caduta di Valerio Checchi a meno di due chilometri dal termine della prima frazione in classico e alcune scelte sbagliate. "E’ finita la nostra serie d’oro ma dobbiamo accettarla con serenità, fa parte dello sport", ha chiosato Pietro Piller Cottrer. "Fine del ciclo? Non credo, forse avremo un’altra possibilità l’anno prossimo nei Mondiali di Oslo perché non siamo dei vecchietti da rottamare, anche se le statistiche dicono che oggi avevamo 142 anni in quattro. L’argento vinto nella 15 chilometri salva finora il nostro bilancio, ma non è finita". Furioso Giorgio Di Centa: "Sono veramente triste e arrabbiato, purtroppo ho sbagliato la scelta degli sci e la gara è stata compromessa". Un’Olimpiade che si sta dimostrato proibitiva secondo Cristian Zorzi: "Stiamo rincorrendo dall’inizio della Olimpiade, fatichiamo a trovare il bandolo della matassa. Quando si parte da dietro è sempre difficile rimontare. Purtroppo ci manca qualcosa rispetto ai nostri avversari. Quando si lotta ai massimi livelli, sono i particolari a fare la differenza, e questa volta a noi è andata male". "Non è accaduto nulla di quello che ci aspettavamo", ha commentato il direttore tecnico Silvio Fauner. "Purtroppo le gare sono fatte così, faremo i conti solo alla fine ma stiamo pagando il lavoro giovanile non fatto negli ultimi otto anni. Manca il ricambio da qualche stagione, sono stato nominato direttore tecnico nel 2007 e ho dovuto obbligatoriamente puntare sul materiale umano che avevo in quel momento, tenendo conto di un gruppo che vinceva ma allo stesso tempo inserire qualche nome promettente. Adesso dovremo investire sui giovani, a livello juniores qualcosa si muove con Pellegrino, Vuerich, Agreiter e Di Sopra che stanno ottenendo risultati nelle loro categorie. Purtroppo fra i giovani c’è poca voglia di soffrire".
Arianna Fontana raggiunge i quarti nella prova dei 1000 metri di short track ma poi salta la finale B della staffetta (quella A va alla Cina su Canada e Usa): un lieve malessere le consiglia di risparmiare energie in vista del prosieguo di una gara che potrebbe regalarle un altro podio dopo il bronzo nei 500. Debacle azzurra nelle qualificazioni dei 500. Tutti fuori i nostri nelle qualificazioni: Nicolas Bean si piazza terzo nella sua batteria con 42"344, Nicola Rodigari fa lo stesso ma in 42"190 mentre Yuri Confortola cade dopo pochi metri e taglia il traguardo per ultimo nella sua serie. Dominio delle ‘padrone di casa’ nel bob a due femminile: l’oro va a Canada1 (Humphries-Moyse), che con il tempo complessivo di 3’32"28 supera Canada2 (Upperton-Brown) e Usa2 (Pac-Meyers), rispettivamente d’argento e di bronzo. Italia1 (Gillarduzzi-Curione) guadagna una posizione nella quarta manche per la squalifica di Germania2 e chiude 13esima a 4"75. Infine, Lydia Lassila si e’ aggiudicata il titolo olimpico nel freestyle salti femminile: l’australiana, con il punteggio totale di 214,74, ha preceduto le cinesi Nina Li (207,23) e Xinxin Guo (205,22), rispettivamente medaglia d’argento e di bronzo. Un’altra cinese, Mengtao Xu, in testa dopo la qualificazione, ha commesso un errore fatale che l’ha relegata al sesto posto (191,61).(AGI)

CAROLINA KOSTNER, SALVACI TU
In compenso questa notte torna sul ghiaccio Carolina Kostner. Con le prime tre che sembrano marziane e un settimo posto sfortunato dopo il programma corto effettivamente ci sarebbe poco da sperare, ma è lei, Carolina, che dà coraggio a tutti: ce la posso fare, ha detto dopo il piccolo pasticcio che l’ha vista scivolare indietro. Sono cambiata rispetto al passato, e poi ho davvero un programma lungo importante.
Speriamo bene.

CONI, LA CRISI DI RISULTATI C’E’, MA NESSUNA IPOTESI COMMISSARIAMENTO FISI
La crisi dei risultati azzurri a Vancouver è evidente, ma non c’è alcuna ipotesi di commissariamento della Federazione sport invernali. E’ quanto fanno notare da ambienti del Coni dalla Casa Italia di Whistler, alla luce delle voci circolate circa il possibile arrivo di un commissario alla Fisi, attualmente presieduta da Morzenti. Nulla di vero, anche perché, fanno notare dal Coni, il 24 aprile si terranno le elezioni per il rinnovo dei vertici della federazione stessa. Certo le medaglie continuano a scarseggiare (l’Italia è ferma a 4 podi e nessun oro finora) e il malumore è evidente: per il bilancio però si attende sabato sera quando sarà lo stesso presidente, Gianni Petrucci, a fare i conti di un’edizione dei Giochi decisamente sotto tono.
 

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