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Vancouver, gigantesca delusione azzurra per sci e pattinaggio

da Redazione

Una gigantesca delusione. Per l’Italia a Vancouver il piatto piange, e anche nello slalom gigante maschile le ambizioni sono andate deluse. Deluse in particolare quelle di Max Blardone, quarto dopo la prima manche e poi sprofondato nella neve umida e molle fino all’11° posto. E’ caduta perfino Carolina Kostner (settima dopo lo short), ma per lei almeno le possibilità di rimontare ci sono. Deve solo tirare fuori la grinta che ha dimostrato di avere.

La delusione è "gigante" per l’Italia dopo la gara maschile tra i pali larghi alle Olimpiadi di Vancouver. Nella prima manche la prestazioni insufficienti di Davide Simocelli, Manfred Moelgg ed Alexander Ploner hanno subito affievolito le speranze azzurre rimaste attaccate al quarto posto di Max Blardone. Dopo la prima prova sulla pista Dave Murray di Whistler i primi cinque erano racchiusi in 21 centesimi di secondo. Nella seconda manche però il piemontese manda al cancelletto di partenza la brutta copia di se stesso chiudendo all’undicesimo posto. Incolore la prova complessiva degli azzurri con Alexander Ploner, 20mo nella prima manche, che ha concluso al 18mo posto mentre Davide Simoncelli, 17mo nella prima, si è classificato 19mo. Più staccato Manfred Moelgg che ha chiuso al 22mo posto. Oro allo svizzero Carlo Janka, secondo in coppa del mondo, che conferma di essere un talento assoluto. Argento al norvegese Kjetil Jansrud, emergente, davanti al connazionale Aksel Lund Svindal alla sua terza medaglia olimpica in terra canadese dopo l’oro in super-G e l’argento in discesa.
Per lo sci italiano maschile continua il digiuno che dura dal 1994, quando a Lillehammer Alberto Tomba conquistò l’argento in speciale. "Su questa neve e su questo pendio noi facciamo un altro sport", ha sentenzionato il ct Claudio Ravetto. "Per dire la verità mi sono stupito di come fosse riuscito Max Blardone a fare una così buona manche nella prima. Janka è l’unico vero campione che riesce a vincere sia sul ripido ghiacciato di val d’Isère che sul piatto umido di Whistler. Tutti gli altri hanno caratteristiche che sia adattano più o meno a un certo tipo di tracciati. Qualcuno potrebbe chiedersi: ma non si possono cambiare le caratteristiche degli atleti? La risposta purtroppo è no. Questi sono i gigantisti migliori che abbiamo in Italia, atleti bravi e preparati, che hanno qualche limite. Per avere gigantisti diversi bisogna aspettare una nuova generazione".
Blardone ha pagato a caro prezzo l’incertezza alla seconda porta della seconda manche: "Dopo quell’errore sono arrivato molto lento alla fine del piano, perdendo molto tempo. Da lì in poi, pensavo di aver sciato bene, senza errori, ma evidentemente la mia sciata non era così veloce ed ho preso distacco. Peccato, ero partito con la convinzione di poter fare un bel risultato".
Per Simoncelli la debacle azzurra si spiega con il fatto che "la nostra squadra soffre questo genere di neve e questo tipo di pendio. Su un altro tipo di piste siamo noi a dettare legge, qui a Whistler le prendiamo. Non si tratta di una questione mentale, né bisogna cercare altre spiegazioni. Si tratta di caratteristiche tecniche".
Carolina Kostener ha debuttato sul ghiaccio del Pacific Coliseum chiudendo al settimo posto (63.02) nel programma corto. Per la pattinatrice di Bolzano una piccola sbavatura all’inizio sul lutz, ma la consapevolezza di aver "un programma molto bello e pulito". Al comando c’è la coreana Yu-Na Kim (78.50) davanti alla giapponese Mao Asada (73.78) e alla canadese Joannie Rochette, colpita qualche giorno fa dalla morte della madre (71.36).
Distacchi colmabili per la Kostner che è pronta ad "andare all’attacco" nel programma libero dove "può cambiare tutto, perché la gara non è finita". "Voglio assolutamente recuperare, i distacchi non sono enormi e io punto al massimo. Poi accetterò qualsiasi risultato", in fondo non ha nulla da perdere.
Nel pattinaggio di velocità solo Kramer poteva fermare Kramer o meglio il suo allenatore. Il campione olandese si era aggiudicato la prova dei 10.000 ma un cambio di corsia sbagliato, causato appunto dal suggerimento errato del suo coach Gerard Kemkers, gli è costato la squalifica. "Alla fine è una mia responsabilità, sono io il pattinatore in pista. Stava a me decidere", ha tagliato corto Sven, campione anche nella sconfitta. Ringrazia il coreano Lee Seung-Hoon che ha conquistato la medaglia d’oro davanti al russo Ivan Skobrev, che si allena con gli azzurri agli ordini del ct Maurizio Marchetto. Bronzo al campione uscente olandese Bob de Jong. Enrico Fabris, colpito alla vigilia della gara da problemi intestinali, si è ritirato. Per lui adesso resta la prova ad inseguimento a squadre: venerdì le qualificazioni e sabato la finale.
L’Austria ha vinto la medaglia d’oro nella combinata nordica a squadre. Argento agli Stati Uniti, mentre il bronzo è andato alla Germania. Decimo ed ultimo posto per gli azzurri Alessandro Pittin, Giuseppe Michielli, Lukas Runggaldier e Armin Bauer. La Russia invece si è aggiudicata il titolo olimpico della staffetta donne di biathlon, precedendo la Francia e la Germania. L’Italia (Roberta Fiandino, Katja Haller, Karin Oberhofer e Michela Ponza) ha chiuso la prova all’undicesimo posto. Nella gara di ski cross del freestyle i padroni di casa del Canada conquistano il sesto oro con Aschleingh McIvor, davanti alla norvegese Hedda Berntsen, argento. Medaglia di bronzo per la francese Marion Josserand.

PITTIN (BRONZO IN COMBINATA) CI RIPROVA: VOGLIO RESTARE IN VETTA
Alessandro Pittin ci riprova e dopo lo storico bronzo nella combinata nordica dal trampolino piccolo ci riprova domani da quello grande. Il decimo posto nella gara a squadre è servito a Pittin soprattutto come allenamento dopo qualche giorno senza impegni ufficiali. Il ventenne di Cercivento giovedì sarà così al via anche della Gundersen dal trampolino grande insieme ad Armin Bauer, Lukas Runggaldier e Giuseppe Michielli. ”La gioia per la medaglia di settimana scorsa è già stata quasi dimenticata – spiega Pittin – e si ricomincia tutto daccapo, con una nuova gara dove si ripartirà tutti alla pari. Sul trampolino grande rispetto a quello piccolo mi manca ancora la continuità, però sto lavorando con i tecnici per farlo e sono convinto che ci riuscirò. Mi auguro di rimanere nelle posizioni di testa per poi fare una bella prova nel fondo. La mia stagione è già altamente positiva per i tre podi raggiunti in Coppa del mondo e la medaglia olimpica”.

DELUSIONE ITALIA IL PRESIDENTE CONI GIANNI PETRUCCI: SONO AVVILITO
”Sono avvilito”. La fotografia del momento no dell’Italia ai Giochi di Vancouver si rispecchia nell’espressione mesta del presidente del Coni, Gianni Petrucci, dopo che anche l’illusione di portare una medaglia dal gigante è sfumata. ”Ho problemi di pressione”, dice quasi prendendo alla larga il discorso del suo inevitabile disappunto per come stanno andando le cose mentre è a tavola nella casa Italia allestita a Whistler. Per giunta, via tv, le immagini della prima esibizione di Carolina Kostner non confortano. ”Problemi di pressione che a Roma non ho mai, ma che ho ad ogni Olimpiade”, aggiunge il presidente del Coni, per precisare subito dopo: ”Indipendentemente dai risultati”. Ecco, i risultati: proprio non ci sono. Ed allora viene fuori tutto d’un fiato quel ”sono avvilito” che certifica la situazione psicologica di tutti gli sport invernali azzurri a questi Giochi. ”Non è questo il momento di fare processi, né tantomeno bisogna crocifiggere nessuno”, afferma il presidente Fisi Giovanni Morzenti. ”Sono un po’ arrabbiato e un po’ deluso dai risultati dello sci alpino, però non credo sia il caso di prendere di mira nessuno in questo momento. Anche perché l’Olimpiade non è finita. Le scelte tecniche competono al Consiglio federale e sarà semmai lo stesso Consiglio federale a fine stagione a trarre delle conclusioni. In questo momento, bisogna rimanere uniti e concentrati fino alla fine delle gare”. Sì, le Olimpiadi non sono finite e per lo sci alpino tocca ora al gigante donne. Sono loro ad essere chiamate a difendere l’onore dello sport azzurro. Petrucci ed i massimi vertici Fisi saranno anche oggi in tribuna a fare il tifo. E sperare che almeno questa volta vada decisamente meglio. Per il gigante uomini, subito dopo il flop di Blardone, si erano alzati allontanandosi e seguendo da lontano la fine di una gara che all’Italia avevo portato solo delusioni.
 

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