Home NotizieSan Marino Gatti indagato: Già  denunciato Selva

Gatti indagato: Già  denunciato Selva

da Redazione

Sembra già risolversi in una bolla di sapone l’affaire Gatti-Selva-Scaramella, vecchia vicenda rispolverata dal tribunale di Rimini, che ha provveduto, tramite rogatoria internazionale, a recapitare al Segretario alle Finanze Gatti un avviso di garanzia. Per presunta calunnia subita dall’avvocato Selva. La controdenuncia è già partita e Gatti assicura: già due denunce analoghe sono state archiviate a San Marino, per il diritto già questo basta. Ma da uomo politico non mi tiro certo indietro.

In Congresso di Stato, questa mattina, ha tenuto banco la vicenda della rogatoria internazionale richiesta dal Tribunale di Rimini ed evasa con grande celerità dal Tribunale Unico di San Marino, legata all’avviso di garanzia al Segretario di Stato alle Finanze Gabriele Gatti.
“Ne abbiamo parlato in Congresso questa mattina – ha spiegato il Segretario Gatti – ma già la scorsa settimana c’era già stato un riferimento a carattere generale. Va chiarito, e questo smonta subito ogni possibile ‘caso’ sull’episodio, che la rogatoria in questione fa seguito ad una denuncia dell’ex Consigliere Alvaro Selva depositata al Tribunale di Rimini, analoga alle due denunce presentate e già archiviate da tempo al Tribunale di San Marino”. Una vicenda datata, quella della presunta “valigetta all’uranio” che sarebbe transitata sul Titano, e che torna a tirare in ballo quello che per lungo tempo è stato uno spauracchio della Repubblica: Scaramella, la “spia” tirata per la giacchetta dai politici di entrambi gli schieramenti, prima finita al centro di una commissione parlamentare sul Titano (che ebbe come effetto collaterale a sorpresa le dimissioni del Consigliere Selva), poi finita in carcere, in Italia.
Sul caso Selva, il Segretario Gatti spiega: “I miei legali hanno informato Rimini di queste due denunce già archiviate: solo questo fatto, per il diritto internazionale, sarebbe bastato per rendere inutile la rogatoria (per il principio del ne bis in idem, "non due volte per la medesima cosa" che afferma che un accusato non può essere giudicato due volte per lo stesso reato, ndr). Per il fatto di essere un uomo politico e non un privato cittadino, ho però deciso di non oppormi, di fornire la massima collaborazione, tanto più che su questa vicenda ho la massima serenità e tranquillità”.
Secondo il Segretario Gatti, però, questa vicenda è anche politica. “Sono il Segretario di Stato alle Finanze, quindi è chiaro che la vicenda ha risvolti politici. È una situazione che seguirò con la massima attenzione, intanto, mi dispiace ma sono stato costretto a presentare una controdenuncia a Rimini all’avvocato Selva. E comunque visto che c’è qualche buontempone che si diverte con queste cose e cerca di strumentalizzarle a fini politici, spero che incominci a dilettarsi con altro”.
Al di là della vicenda, che effettivamente è più forte da un punto di vista mediatico (“Indagato un ministro di San Marino) che reale, quello che il Segretario alle Finanze pone è un problema serio, di rapporti con l’Italia: “Va presa in mano la problematica dell’autonomia delle istituzioni sammarinesi, il Tribunale, ma anche Banca Centrale: non possiamo sempre dire signorsì, i corretti rapporti tra le istituzioni vanno indubbiamente affrontati”.

Anche il Segretario di Stato alla Giustizia Augusto Casali era presente alla consueta conferenza stampa del lunedì, incentrata proprio sull’affaire Gatti-Selva-Scaramella. E si lascia andare ad una battuta all’Alfano, come potremmo dire, sull’efficienza del sistema giudiziario sammarinese: “Ho saputo a cose fatte della vicenda, la rogatoria che vedeva protagonista il Segretario Gatti è stata evasa a tempo di record mondiale: se fosse sempre tutto così, francamente, il nostro Tribunale funzionerebbe molto meglio”.

LE REAZIONI: L’OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO
In una nota firmata da Fabrizio Francioni, il PSD fa sapere che “La misura è colma”, con il Paese in ginocchio e il “Segretario Gatti indagato dalla Magistratura Italiana, oggetto di un avviso di garanzia, perquisito personalmente nella sua abitazione, e con un accusa infamante per qualsiasi uomo, deflagrante per un uomo pubblico”. Francioni elenca una serie di “scandali costruiti a tavolino” dal Segretario Gatti, “dal’aver cambiato i testi degli accordi sotto il naso del Ministro Andreatta nel 1994” al recente Memoriale Ghiotti. Francioni afferma che non è difficile da capire “come mai l’Italia ci tratta così male”, e sostiene che “con il Segretario Gatti ogni possibilità ci è preclusa”.
Dal canto suo l’ex Segretario di Stato alla Giustizia Ivan Foschi, attuale capogruppo consiliare di Sinistra Unita, rincara la dose, ripropone l’uscita di scena del Segretario Gatti e un conseguente rinnovamento della politica come lo strumento “per uscire dalla crisi”. E all’elenco aggiunge “la brutta figura davanti alle telecamere di Report” e l’esito della commissione d’inchiesta consiliare proprio relativa al caso Scaramella, “conclusa con due sonore censure a carico dei due Consiglieri democristiani coinvolti”.

LE REAZIONI: IL PATTO INVECE DIFENDE GATTI
L’ennesimo tentativo dell’opposizione di "scalfire la compattezza della maggioranza cercando di colpire ora l’uno, ora l’altro dei vari esponenti di governo, non dal punto di vista politico, ma personale". Così il Patto per San Marino commenta, in una nota, le reazioni dell’opposizione alle indagini della Procura di Rimini che coinvolgono il segretario di Stato per le Finanze, Gabriele Gatti, nel caso Scaramella.
Evidentemente, ragionano all’interno della maggioranza, a qualcuno danno fastidio i risultati raggiunti fin qui dall’esecutivo e "teme di rimanere all’opposizione per sempre. Questa è la ragione che sta dietro alla continua strategia di attacco". Attacco della minoranza che punta a Gatti. Ma, sottolinea il Patto, "la vicenda è personale, non riguarda né il governo, né la maggioranza, bensì fatti avvenuti durante un altro governo e che già hanno alle spalle due procedimenti archiviati. Anche questa volta la giustizia dovrà fare il suo corso".
Il Patto però non si ferma e, in particolare, è concentrato sulla nuova legge sul commercio che prevede "l’abbattimento in determinate condizioni del 51%, l’introduzione degli spacci aziendali e una normativa più precisa degli outlet". È però necessario anche "snellire quanto più possibile la burocrazia e al contempo aumentare i controlli a posteriori", evitando però la creazione di nuovi organismi. Per il partito di maggioranza, termina la nota, il commercio può essere un settore strategico di rilancio, "purché inserito in una visione generale dei provvedimenti che si dovranno prendere in altri settori come ad esempio gli interventi a livello di Piani particolareggiati e di riqualificazione dei centri storici".

 

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