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Rimini, il Titano e il Santo Marino

da Redazione

Libro in collaborazione tra le Fondazioni San Marino e Carim. Pasini e la leggenda della antica chiesa di S.Rita.

Un ambizioso progetto culturale, carico di una vera e propria “stratificazione” di memorie storiche e bellezze artistiche, depositate attraverso i secoli e che per questo era doveroso prendessero forma in un prestigioso volume. Venerdì scorso presentazione di un magnifico testo intitolato “La Chiesa Riminese dei Santi Bartolomeo e Marino detta di Santa Rita”, edito dalle Fondazione San Marino e dalla Fondazione CARIM, a cura di Pier Giorgio Pasini, che nell’occasione ha tenuto una magnifica lectio magistralis. L’antica Chiesa di Santa Rita ha un profondo legame con San Marino: una diffusa “leggenda” vuole che sia stata eretta sul posto ove esisteva una cappella dedicata al Santo di Arbe, fondatore mitico, della Repubblica. E’ nota come chiesa di suore fin dal XII secolo; ma la sua esistenza è anteriore, e si riallaccia appunto al culto di San Marino (il protettore della Repubblica omonima), che probabilmente risale al V-VI secolo. Alla leggenda di San Marino riportano la sua intitolazione originaria e una persistente tradizione, l’esistenza del “pozzo di San Marino” nell’attiguo chiostro e di un cippo romano anepigrafe sotto l’altare, nonché tutta la decorazione pittorica dell’abside. Infatti tutta la chiesa e specialmente l’abside vennero modificate e decorate con le pitture di Giorgio Picchi (uno dei nostri maggiori pittori manieristi, ancora troppo poco noto), che presentano San Marino in gloria e narrano la leggenda della “falsa moglie” di San Marino: costituiscono il maggiore e migliore ciclo di dipinti dedicati a San Marino. Di straordinaria bellezza è poi il Crocifisso di autore tedesco scolpito in legno a tutto tondo (e in grandezza naturale) alla fine del Quattrocento o all’inizio del Cinquecento. Affreschi sconosciuti del Trecento, opere del Cinquecento (Coda, Arrigoni), del Seicento (Arlotti, Visacci, Stringa), un prezioso organo e begli intagli lignei, stucchi di Antonio Trentanove, una stupenda acquasantiera marmorea rinascimentale (trasformata in fonte battesimale) e due campane del Cinquecento (fuori uso, nell’abside), insieme ad altre opere di grande interesse artistico e devozionale rendono questa chiesa davvero una delle più importanti della città dal punto di vista storico e artistico, e una delle più insigni per quanto riguarda il culto di San Marino al di fuori della sua Repubblica. Alla presentazione del volume erano presenti Tito Masi ed Alfredo Aureli in qualità di Presidenti delle due Fondazioni che hanno finanziato l’opera, e il Vescovo di Rimini Mons. Francesco Lambiasi ed il Console di San Marino a Rimini, Dr. Maurizio Battistini. Il Presidente Masi nel suo intervento ha enfatizzato il legame storico-religioso fra i due territori ed ha sottolineato l’opportunità di sviluppare ulteriormente la collaborazione fra San Marino e Provincia di Rimini, mettendo a frutto patrimoni, risorse e potenzialità comuni.

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