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Banche e speculazioni: Una nuova bolla?

da Redazione

L’economia sta ripartendo con l’inserimento sul mercato di soldi (pubblici), tornati alle banche che hanno causato la crisi. E una nuova bolla speculativa è in agguato.

Un anno fa, l’economia mondiale – con qualche eccezione come Cina, India e Brasile e pochi altri stati emergenti del sud est asiatico – era depressa quasi come quella del 1929 ed il mercato finanziario pareva essere sull’orlo del tracollo.
Allora tutte le banche centrali hanno abbassato i tassi d’interesse: vicini allo zero in Usa e Giappone, prima e seconda economia mondiale per Pil e circa all’1% in Europa. I mercati sono stati investiti da un enorme flusso di denaro, parzialmente tornato alle banche che hanno dato origine alla crisi. Solo il Tesoro Usa ha immesso nel sistema quasi 800 miliardi di dollari, quasi un terzo del Pil italiano (1.500 miliardi di euro). Oggi, se si fa riferimento alle Borse, l’economia sembra risorta: i mercati corrono da marzo, con rialzi di più del 50%.
Addirittura, rispetto a un anno fa, New York è a +20% sui valori del 2008 quando i mercati erano in caduta libera; Londra +27%, Tokio +18%, Francoforte +22% e Milano +13% (ma +20% rispetto a 6 mesi fa). La trimestrale delle maggiori banche italiane è in gran forma, anzi in forma splendida per Intesa Sanpaolo, ottima per Unicredit, bene per Mps. Negli USA c’è l’impennata degli utili per Jp Morgan Chase (+500% rispetto a un anno fa), Goldman Sachs (+270%) e Wells Fargo (+60%). Il petrolio, da 40 è tornato sugli 80 dollari al barile. Però, rispetto ad un anno fa, non c’è paese industrializzato con un Pil positivo. Gli Usa e l’Eurozona scendono del 4%. L’Inghilterra è in recessione da un anno e mezzo.
Ma allora, qual è la relazione fra tutti i dati appena esposti? Gli utili delle banche derivano ancora da attività speculative. Nei bilanci delle prime 25 banche USA il valore dei derivati, tipici del trading, in sei mesi del 2009 è salito di 1.500 miliardi per complessivi 200mila miliardi di dollari. Tuttavia, in totale, il sistema bancario statunitense mostra solo 7.600 miliardi attivi: un rapporto di un dollaro attivo ogni 26 impiegato in attività speculativa. In pratica le banche sono tornate a speculare invece di fare prestiti alle aziende e far ripartire l’economia. Esattamente come prima dello scoppio della crisi.
Ecco spiegato il motivo della corsa delle Borse, della speculazione sui tassi delle valute, dell’oro ai massimi storici. Via così, fino allo scoppio di una nuova bolla.

 

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