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Riforma Smac Card niente più pieno gratis

da Redazione

La “riforma” della Smac Card partirà dal 1 gennaio. Si potrà continuare ad accumulare denaro risparmiato dalla spesa per la benzina, ma dovrà essere consumato in tutte le altre attività del Titano che aderiscono al circuito esclusi i distributori. Si pensa anche di abolire l’uso della Card per l’acquisto di auto. In Congresso anche la modificata alla norma sui saldi.

A margine della riunione di ieri del Congresso di Stato si è parlato anche della “riforma” della Smac Card, la carta di spesa lanciata circa un anno fa. Il problema era soprattutto che il denaro si accumula principalmente per la benzina, come una sorta di carta sconto (anche 5 euro per un pieno), ma spesso questo denaro viene reinvestito per l’acquisto di carburante, senza nessuna ricaduta sui consumi interni.
Così il Segretario all’Industria, Marco Arzilli ha riferito di una nuova impostazione che sarà data, dal 1° gennaio 2010, alla San Marino Card, il cui obiettivo primario deve restare quello di favorire l’aumento dei consumi interni. Per questo motivo si potrà continuare ad accumulare sconti sull’acquisto dei carburanti ma l’importo incamerato sarà spendibile negli altri esercizi commerciali e non più per pagare il pieno di carburante.
Sarà valutato di abolire l’uso della Card per l’acquisto di automobili mentre la Card sarà ricaricata nei bar ma solo usandola direttamente come modalità di pagamento. Si prenderà poi in esame la possibilità di far rientrare nel circuito della San Marino Card anche le attività artigianali.

 

E’ (QUASI) TEMPO DI SALDI
Il Segretario di Stato Marco Arzilli ha annunciato che il Governo ha adottato un nuovo decreto, che modifica quello del 1996, per le liquidazioni di fine stagione. L’inizio dei saldi è anticipato al 1° gennaio e al 1° luglio, in linea con il circondario e le regole sono più moderne, flessibili e compatibili con l’andamento del mercato.
Cade il divieto di fare saldi in centro storico e si introduce il principio della vendita sotto costo, oltre alla possibilità per la Commissione del Commercio di valutare anche altri tipi di vendita innovativa.

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