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ISMA, un must per i Paesi più avanzati

da Redazione

Il Senatore Nicola Rossi: “La finanza pubblica non va male come in Italia, questo è un grande vantaggio per andare oltre una certa passività e mettere in moto una manutenzione attiva dell’intero sistema Paese”.

Oltre l’isterisi, non quella relativa ai cicli magnetici. Ma oltre l’isterisi, ovvero, l’isteria della crisi, “con una visione del futuro chiara e condivisa, la premessa indispensabile per ogni processo di cambiamento destinato al successo”, come recita il Rapporto Finale. E’ stato come ascoltare un mantra ripetuto infinite volte, ma in questi tre anni di San Marino Forum il gruppo di analisti di Ambrosetti ha pestato nel mortaio della sua comunicazione questo ingrediente imprescindibile: visione del futuro. “Il capitalismo è sempre uguale al passato – ha spiegato il senatore Nicola Rossi, uno dei tre componenti dell’advisory board – è possibile scrivere che offra il meglio di sé nel creare i problemi non nel risolverli. Le crisi sono sintomi di inadeguatezze che non perfezionano i mercati. Guidarli oltre gli interessi di breve periodo è fondamentale. La politica deve tornare al suo core business, alla manifattura della politica. La politica sammarinese negli ultimi mesi sta lavorando in condizioni difficili. Bisogna andare però oltre una certa passività, mettere in moto una manutenzione attiva del motore del Titano. E’ necessario riposizionare San Marino sui mercati nell’economia. La strada è quella della differenziazione competitiva, l’unica alternativa insieme alla concentrazione degli obiettivi. E lo spazio della politica a San Marino, questo è un grande vantaggio rispetto all’Italia, è più ampio perché la finanza pubblica non va male come in Italia”. Una delle proposte forti del Rapporto Finale del San Marino Forum 2009 è quella della creazione di un’Agenzia per l’attrazione di investimenti esteri (Invest in San Marino Agency – ISMA), quanto mai necessaria per un Paese che a tutt’oggi attrae dall’estero solo 12,4 milioni di euro. A partire dal prossimo anno gli economisti prevedono che a livello internazionale gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) ripartiranno di pari passo alla ripresa della crescita del PIL. L’altro dato da sottolineare in reazione all’economia sammarinese che non solo le grandi economie emergenti ma anche alcuni sistemi territoriali di piccole dimensione come Honk Kong, Singapore, e alcuni paesi dell’Europa Occidentale come Lussemburgo, sono riusciti negli ultimi anni ad attrarre verso il proprio territorio quote ingenti di investimenti. Segnaliamo un dato di questi giorni altamente significativo: Lussemburgo è l’unico Paese d’Europa a non aver avuto un aumento di disoccupazione dall’inizio della crisi. Sul piano operativo, come testimoniano le esperienze di molti paesi del mondo lo strumento principe per mettere in campo l’insieme delle attività destinate a favorire lo sviluppo di un territorio è appunto l’istituzione di un’Agenzia di sviluppo territoriale. Il Rapporto Ambrosetti la descrive come un soggetto di natura giuridica pubblica, al cui interno sono però rappresentati gli interessi privati dei settori economici rilevanti. Dovrebbe essere una sorta di cabina di regia di un ampio processo pluriennale di rimozione dei vincoli agli investimenti e di promozione della Repubblica di San Marino a livello internazionale. L’ISMA dovrebbe coordinare “ponendo finalmente in rete in modo più finalizzato l’ampio patrimonio di relazioni internazionali di cui la Repubblica già dispone, divenendo il referente unico, in prima battuta dell’investitore”. Ma certamente l’investitore cerca anche – all’interno di un Paese – un quadro generale rassicurante e dal grande potenziale. Gli investitori internazionali grandi e piccoli non prescindono quindi da alcuni fondamentali: il potenziale di sviluppo dell’economia locale; gli aspetti di convenienza fiscale; la stabilità politica; la presenza di un clima business friendly, caratterizzato da una forte libertà di iniziativa imprenditoriale; la qualità del sistema del’Amministrazione pubblica, caratterizzata da una giustizia rapida e certa: l’assenza di eccessivi vincoli doganali; la presenza di servizi qualificati per le imprese. Naturalmente in questo quadro di politica di rilancio del Paese tra le risorse intangibili, e San Marino sa quanto sta pagando il depauperamento di questo patrimonio in questi mesi sotto il continuo attacco della stampa italiana che spesso si nutre di notizie o false o male intepretate, deve essere assoluta protagonista la reputazione. Il Rapporto stilato da The European House Ambrosetti nota che a tutt’oggi manca un presidio unitario e una strategia di comunicazione complessiva al livello di sistema paese sul fronte internazionale. Sul fronte finanziario il Rapporto descrive una situazione a “metà del guado”, all’interno della quale anche qui è necessario soprattutto individuare una vocazione sulla quale San Marino scommette sul proprio futuro. Torna alla mente un altro mantra Ambrosetti: differenziazione competitiva. Che siano attività nell’ambito della catena del valore del comparto assicurativo o nella gestione della ricchezza degli individui, rimane strategico per il futuro una specializzazione che renda riconoscibile la Repubblica di San Marino sulle piazze finanziarie.

Saverio Mercadante

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