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La crisi e l’ingegno

da Redazione

Europa in controtendenza: investe in ricerca e sviluppo.

La crisi aguzza l’ingegno. L’Europa smentisce la vulgata che la vedrebbe in un ruolo di contorno negli investimenti in ricerca e sviluppo. Le imprese del vecchio continente sono quelle che, nonostante la crisi, hanno aumentato gli investimenti in questo settore in controtendenza rispetto alle aziende giapponesi e statunitensi. Nel 2008 confermano un +8,1% (contro un +8% nel 2007). Le loro concorrenti a stelle strisce segnano un +5,7%) e quelle del Sol Levante un +4,44%). I dati provengono da uno studio della Commissione europea sugli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo nel 2008. Ma la tendenza rimane positiva in tutto il mondo, a dimostrazione che solo l’innovazione continua permette di ritagliarsi un ruolo di leader all’interno dell’economia globale. Secondo la ricerca della Commissione, nel 2008 gli investimenti in ricerca e sviluppo sono cresciuti in tutto il mondo del 6,8%. L’Italia si ricava ancora una volta un ruolo di Cenerentola: solo sei nomi italiani figurano nella lista delle migliori cento imprese europee. Prima la Fiat (17° posto), poi Finmeccanica (18°), più lontane Telecom Italia (37°), Unicredit (71° posto), Eni (85°) e Intesa SanPaolo, al 100° posto. Si conferma leader mondiale la nipponica Toyota Motor, con 7,61 miliardi di euro d’investimenti, unica giapponese tra i primi dieci. L’Europa è presente nella top ten al Volkswagen (al terzo posto con 5,93 miliardi di euro) e la finlandese Nokia (ottavo posto), Ma si tratta delle uniche due società europee tra le prime dieci. Gli Usa invece vantano ben cinque nomi nella top ten (tra cui Microsoft e General Motors). Bene le economie emergenti: Cina (+40% degli investimenti), India (27,3%), Taiwan (25,1%) e Brasile (18,6%).

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