Home FixingFixing Editoriale di Fixing. La lezione di Berlino? Andare oltre lo status quo

Editoriale di Fixing. La lezione di Berlino? Andare oltre lo status quo

da Redazione

Le riflessioni indotte dal ventennale della caduta del muro di Berlino possono avere una ricaduta anche nel microcosmo sammarinese. Quale è stata la lezione di quell’evento epocale? Che con il coraggio l’uomo può realizzare imprese – e sconfiggere mostri – inimmaginabili. Ecco, San Marino negli ultimi anni si è chiusa dietro un muro: il mantenimento dello status quo. Ma fare finta di niente rischia di diventare un suicidio politico e quindi vanno fatte scelte. Che richiedono tutto il coraggio possibile e la massima lungimiranza.

Ci vogliamo piuttosto soffermare su questo momento storico perché offre lo spunto per una doppia domanda che ci conduce ad una riflessione di stringente attualità. Cosa ha rappresentato la caduta del Muro, e quali sono state le sue conseguenze? La risposta più ovvia è che ha sancito la fine di un regime ed ha nel contempo dimostrato l’inapplicabilità, su scala ‘industriale’, di certi principi, che sono stati spinti sino all’aberrazione. Dalla breccia nel Muro di Berlino non è passata però soltanto la libertà, ma anche certe brutte abitudini che l’occidente consumistico sprecone e arrivista avrebbe fatto meglio a tenere per sé. In buona sostanza è stato provato dalla storia che il “socialismo reale” è stato e rimane una brutta bestia, ma anche che il “liberismo sfrenato” non è certo la cosa migliore con cui sostituirlo. E poi in fondo sono passati vent’anni e noi oggi siamo ancora qui ad arrabattarci attorno a conquiste sociali mai completate e nello stesso tempo a scoprire che basta tanto poco per far impazzire, letteralmente, il mercato globale, con conseguenze gravissime per tutti. Che lezione dobbiamo trarre dunque dalla ricorrenza del crollo del Muro di Berlino? Che l’uomo dotato di buona volontà è capace di imprese straordinarie, anche di sconfiggere un’orrida bestia come il totalitarismo comunista. Ma, oggi come ieri, per questi risultati sono sempre necessari un impegno straordinario e una straordinaria lungimiranza. A livello mondiale occorre capire, ma capire per davvero, che i vecchi schemi vanno superati, e che gli slogan da soli non bastano. Lo stesso paradigma può, anzi deve, essere affrontato per San Marino. Il Titano sta vivendo una crisi epocale, alcuni suoi storici punti di forza sono venuti a meno o comunque hanno perso una parte sostanziale del loro appeal (a partire dal segreto bancario). Ecco allora che diventa necessario fermare le bocce, come si dice, guardare a trecentosessanta gradi e confrontarsi sugli scenari che si stanno aprendo. La mancanza di coraggio, che ha invitato tutti questi anni ad una difesa oltre ogni limite dello status quo, rappresenta uno dei mali del Titano (il nostro “muro”). E solo proposte coraggiose, come quelle che ci si augura possano scaturire dal “brain storming” dell’imminente San Marino Forum, possono davvero far compiere un importante balzo in avanti al Paese.

Loris Pironi

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento