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Giochi, il Titano si adegua all’Italia

da Redazione

Il mondo dei giochi della sorte in Italia è cambiato dopo il decreto salva-Abruzzo, anche il Titano si deve adeguare perché l’emorragia di entrate (siamo scesi a 4 milioni l’anno) può essere compensata. Come? Cambiando le regole e adeguandole alla nuova realtà italiana, che segue tre parametri ben precisi.

I giochi in Italia sono cambiati. E anche il Titano deve adeguarsi. Dove per giochi intendiamo proprio i giochi, i giochi della sorte: nell’ambito del decreto salva-Abruzzo infatti è stata introdotta dal Governo di Roma la liberalizzazione piena, di fatto, del gioco elettronico, e la possibilità di aprire nuove sale. Così, per restare sul mercato e contrastare l’erosione del fatturato registrata dal 2007 (in Bilancio ci sono entrate per oltre 4 milioni di euro, ma il calo è del 12%) San Marino è costretta a correre ai ripari. Aggiungendo alla professionalità del nuovo direttore della Giochi del Titano Salvatore Caronia – con la sua esperienza maturata a Sanremo – anche novità tecniche legate al comparto.
“Per essere competitivi occorreva modificare il decreto sull’attività dei giochi", ha spiega alla stampa il presidente della società Giochi del Titano, Ernesto Benedettini, che gestisce la sala di Rovereta. Detto fatto. Nella seduta di lunedì infatti il Congresso ha adottato alcune modifiche che specificano i requisiti che rendono leciti i giochi. Il concetto di fondo, entra nel merito il presidente dell’Ente Giochi, Paolo Mazzanti, che controlla l’attività del settore, è quello di individuare quelli leciti non più in base alla tipologia, ma a tre parametri di funzionamento delle macchine elettroniche: il costo massimo di una singola partita, 10 euro come in Italia; la durata minima di una partita, quattro secondi come in Italia; la percentuale di restituzione delle somme giocate, almeno l’85% in un ciclo di 500 mila giocate.
Insomma, anche senza tirare in ballo la vecchia storia del casinò in Repubblica, dopo il bingo e le macchinette keno, San Marino si appresta a un’invasione di nuovi giochi, e anche per questo verrà disdetta a dicembre, con effetto dal 1 maggio 2010, la convenzione considerata "troppo penalizzante" con Novamatic, come spiega ancora Benedettini. E potrebbe anche spuntare una nuova sala in sostituzione di quella di Rovereta, non più funzionale. Anche perché assume sempre più importanza, sottolinea Caronia, il "contorno, l’accoglienza", oltre, ovviamente, all’innovazione nei prodotti. La società dunque ragiona su più versanti, dall’acquisto di muove macchine all’organizzazione di momenti di intrattenimento e cultura, "tenendo sempre presente l’interesse pubblico". Ferma restando la presenza di un team di psicologi per chi travalica il divertimento ed entra nella dipendenza.
Sul tema dei giochi "non si deve confondere il piano etico con quello della legittimità", dettata da parametri oggettivi, tiene a precisare Mazzanti, che sottolinea anche come "tra la Giochi del Titano e l’Ente Giochi il rapporto sia sereno, senza angoli bui". L’organismo, aggiunge, mette in atto controlli molto precisi, per identificare ogni cliente e il tempo che rimane in sala, mentre le vincite superiori ai 2.500 euro vengono riscosse tramite assegno non trasferibile.
Più difficile invece tenere sott’occhio le macchinette, un’ottantina, presenti nei bar, anche perché non sono collegate in rete: tutto un altro capitolo. Da questo punto di vista, conclude Mazzanti, "vogliamo intervenire per renderle più controllabili".
 

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