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Gatti: nella PA concetti privatistici

da Redazione

Gabriele Gatti come Brunetta: i dipendenti pubblici non devono pensare solo alle vacanze. Parola del Segretario di Stato che, in Commissione Finanze, ha affermato che si deve arrivare “ad una riduzione del 2% della spesa del personale della Pa”. E se si cambia, non è certo per accontentare “l’orco Tremonti”.

La riduzione della spesa corrente e lo snellimento della colossale macchina della Pubblica Amministrazione. Sono un obiettivo sacrosanto – Fixing lo sostiene da sempre – uno dei primi che la Repubblica di San Marino deve sforzarsi di raggiungere, se vuole veramente provare a svoltare. Ecco perché accogliamo con soddisfazione le parole del Segretario di Stato alle Finanze Gabriele Gatti che ieri sera, in Commissione Finanze, illustrando alcuni aspetti del Programma economico per il 2010 (già presentato in Aula), ha affermato che si deve arrivare quanto prima “ad una riduzione del 2% della spesa del personale della Pubblica amministrazione”, puntando su un maggiore rigore, sul turn over e sulla piena utilizzazione. Certo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, un detto che la realtà sammarinese conosce bene. Non si può certo sperare di vincere un Premio Nobel per le intenzioni (anche se a volte accade, CLICCA QUI per leggere del Nobel per la Pace a Obama), dunque stiamo ad aspettare.
Intanto l’opposizione, sempre nell’ambito della Commissione Finanze, ha criticato le proposte del Segretario Gatti, reputando il suo programma poco concreto, vago e ordinario, rispetto a una situazione straordinaria. Una situazione straordinaria che, sempre secondo l’opposizione, non permette provvedimenti poco incisivi, tra la riduzione sensibile delle entrate, la necessità di rivedere il bilancio per il contenimento della spesa corrente e il rilancio degli investimenti, e un sistema Paese in profonda rivoluzione che comincia a strizzare l’occhio, se non all’Unione europea, almeno alla Spazio economico europeo così come all’introduzione dell’Iva.
Gatti ha più volte insistito su come sia necessaria almeno “una piccola e parziale riduzione della spesa corrente nel bilancio, un’inversione di tendenza leggera, ma necessaria”, per la quale serve la collaborazione del personale, che – sostiene Gatti in una personale impersonificazione del Ministro Brunetta – "non deve pensare solo alle vacanze”. Ed occorre inserire nella Pa, aggiunge, anche dei “concetti privatistici”.
Il gettito nel bilancio sarà “fortemente ridimensionato”, ha proseguito in Commissione il segretario alle Finanze, per cui occorre “mantenere il disavanzo entro margini plausibili”.
Ma non c’è solo la PA su cui intervenire. Vanno anche eliminate, sottolinea Gatti, quelle “sacche economiche che non funzionano” (quelle messe in evidenza con chirurgica sensibilità anche dal ministro italiano Giulio Tremonti), che va dalla concessione di residenze fino al settore dell’autonoleggio, “che va rivisto. Così com’è è abnorme”. Per il Paese, prosegue Gatti, “aggiustare le situazioni distorte è un dovere”, non lo si fa “per l’orco Tremonti”.
Nel suo intervento il titolare delle Finanze sammarinese ribadisce anche che il segreto bancario non è morto, ma sta assumendo una “nuova forma”, e la necessità di “trovare forme di attrattiva nuove”, anche nelle relazioni con gli altri Paesi, non solo l’Italia, e l’Europa. “Dobbiamo utilizzare le potenzialità che abbiamo – conclude – e stringere accordi che rispettino il modello Ocse, senza nessun cedimento”.

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