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Nobel a Herta Mueller: Non ci posso credere

da Redazione

Lei non ci può credere, e in effetti non se lo aspettava nessuno. Il Premio Nobel per la Letteratura quest’anno è andato ad Herta Mueller, scrittrice e poetessa tedesca di origini rumene, allora oppositrice del regime di Ceausescu, che con le sue opere “ha rappresentato lo scenario degli espropriati”.

Il Premio Nobel per la letteratura di quest’anno è stato assegnato alla scrittrice tedesca di origini rumene Herta Mueller, tedesca di origini romene classe 1953 che, si legge nella motivazione, ”con la concentrazione di poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato lo scenario degli espropriati”.
"Sono sorpresa e ancora non ci posso credere, non riesco ad aggiungere altro". Questa la reazione della Mueller alla notizia del premio. A riferirne è stato l’editore Carl Hanser Verlag, a Monaco, che ha pubblicato l’ultimo lavoro della scrittrice, ‘Atemschaukel’. "Con Herta Mueller – ha commentato il direttore della casa editrice, ma anche poeta, narratore, saggista e traduttore Michael Krueger – cresciuta tra la minoranza di lingua tedesca in Romania, è stato offerto un riconoscimento ad un’autrice che ancora venti anni dopo la fine del conflitto est-ovest si è ostinata a tener viva la memoria degli aspetti disumani dei regimi comunisti". Per Krueger, il suo lavoro rappresenta "un impressionante esempio di una letteratura europea impegnata".
Nata nel 1953 a Nitzwydorf nel Banato Svevo, una regione a minoranza tedesca diventata rumena dopo l’ultimo conflitto mondiale, Herta Mueller dopo la laurea in letteratura tedesca e rumena conseguita all’Università di Timisoara, nel 1972 entra a far parte dell’Aktionssgruppe Banat, un gruppo di scrittori dissidenti in opposizione al regime di Ceausescu.
Intanto Muller lavora dal 1976 al 1979 come traduttrice per un’industria ingegneristica da cui però viene licenziata per non aver collaborato con la Securitate, la polizia segreta di Stato. Nel 1982 pubblica il suo primo romanzo ‘Niederungen’, uscito largamente censurato in Romania; cinque anni più tardi decide di trasferirsi con il marito Richard Wagner, anche lui scrittore, in Germania.
Oggi vive e lavora a Berlino. In Germania insegna in diverse Università e nel 1995 diventa membro della Deutsche Akademie fur Sprache und Dichtung. I suoi romanzi caratterizzati da uno stile graffiante affrontano soprattutto i problemi della minoranza tedesca nel Banato Svevo, l’oppressione sotto il regime comunista in Romania, con particolare riguardo per le violenze subite dalle donne, la rivolta contro Ceausescu e il disorientamento provato con il trasferimento in Germania.
Herta Muller ha ricevuto numerosi premi tra cui il prestigioso Konrad-Adenauer Literaturpreis nel 2004. In italiano è stato pubblicato nel 2008 da un piccolo editore, Keller, ‘Il paese delle prugne verdi’, uscito per la prima volta nel 1998 con il titolo ‘Hertzier’ e premiato con l’International Impac Dublin Literary Award. Nel 1992 l’editore veneziano Marsilio tradusse ‘In viaggio con una gamba sola’. Nel settembre scorso è stata ospite del Festivaletteratura di Mantova.
L’anno scorso il Nobel era stato attribuito, tra la sorpresa generale, allo scrittore francese Jean-Marie Gustave Le Clezio.

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