Home NotizieItalia Thyssen parla l’imputato: Operai distratti

Thyssen parla l’imputato: Operai distratti

da Redazione

Processo Thyssen Krupp, per la morte di sette operai sul lavoro nello stabilimento di Torino è la volta degli interrogatori degli imputati. Il primo a parlare è Cosimo Cafueri, ex responsabile della sicurezza, ed è subito un pugno nello stomaco. A suo dire, gli operai “erano distratti”. Dalle voci di chiusura dello stabilimento.

Riprende il processo Thyssen e, esauriti i testi di parte civile, la deposizione del primo imputato è stata un pugno nello stomaco. Per tutti. Sul banco è salito Cosimo Cafueri, ex responsabile della sicurezza sul lavoro dell’azienda in cui il 6 dicembre del 2007 si consumò la tragedia, con un incendio alla linea di produzione 5 che costò la vita a sette operai.
L’imputato Cafueri, oggi in pensione, parte subito all’attacco. “In quel periodo, il personale mostrava un certo disinteresse al posto di lavoro”. Una “distrazione”, quella degli operai, che a suo dire avrebbe avuto un peso importante nella tragedia. “”La gente aveva la testa da un’altra parte, in fabbrica. Forse per via dell’annuncio della chiusura dello stabilimento. Lo avevano notato anche gli ispettori dell’Asl e avevano raccomandato più attenzione”.
In merito al degrado all’interno dello stabilimento, nemmeno una sbavatura o quasi secondo l’ex responsabile della sicurezza. “Le condizioni di lavoro sono migliorate rispetto a quando, nel 1974, sono entrato in fabbrica da operaio”. La carta per terra era un’anomalia, “gli impianti non perdevano olio”, “C’erano manutenzione, impresa di pulizia, ispezioni continue, anche da parte mia”. Secondo Cafueri, insomma, lo stabilimento era in sicurezza e non c’era disordine.
E poi giù ancor più duro: “E’ chiaro che, a fronte di quel che è successo, qualcuno ci ha messo del suo”. “Sono state prese tutte le precauzioni, tra cui quella della presenza dell’operatore quando sta sull’impianto”.
Eppure sono morte sette persone, nell’adempimento del proprio lavoro. Le dichiarazioni di Cafueri hanno suscitato la reazione dei familiari delle vittime. Una voce su tutte, quella di Elena, mamma di Antonio Schiavone: “Quello lì deve solo vergognarsi a dire che era tutto in ordine. Lavavo le tute di mio figlio, che erano un’unica macchia d’olio”.
Oltre a Cosimo Cafueri ad essere sentiti in questa fase saranno i sei dirigenti della Thyssen Krupp imputati nel processo. A parlare il 14 ottobre toccherà a Raffaele Sarno, direttore dell’impianto, quindi ai due imputati tedeschi, Harald Espenhan e Gerard Priegnitz,che saranno sentiti con l’ausilio di un interprete.

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