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Lodo Alfano, oggi è il giorno della verità 

da Redazione

Per il Premier Silvio Berlusconi è il giorno della verità. Si riunirà infatti la Corte Costituzionale, per pronunciarsi sul cosiddetto Lodo Alfano, che stoppa i processi alle 4 più alte cariche dello Stato. Se venisse bocciato – cosa ipotizzata da più parti – potrebbero aprirsi nuovi ed imprevedibili scenari politici.

Sei ottobre. Oggi. Una data che potrebbe rivelarsi di primaria importanza per la politica italiana e, soprattutto, per il centrodestra e il suo Premier Silvio Berlusconi. Proprio domani infatti è previsto il pronunciamento della Corte Costituzionale sul cosiddetto "Lodo Alfano", che prevede lo stop ai processi per le 4 più alte cariche dello Stato. Una legge voluta per consentire alla politica di andare avanti senza ribaltoni provenienti dalla magistratura, rivolta comunque soltanto ai suoi massimi vertici: il Presidente della Repubblica (per evitare un nuovo Caso-Leone), il Presidente del Consiglio (ed è per lui che l’opposizione parla di legge ad personam), i Presidenti di Camera e Senato.
La legge, approvata la scorsa estate, ha per il momento una conseguenza ben precisa: ha “stoppato” i due processi in cui il Premier è imputato a Milano (il caso Mills e quello sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv di Mediaset) e il procedimento aperto a Roma in cui Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione di alcuni senatori eletti all’estero nella scorsa legislatura.
Aspettando la decisione della Consulta, il Ministro Angelino Alfano commenta con un laconico “attendo fiducioso”. Il Guardasigilli comunque non dovrà attendere molto: il verdetto infatti potrebbe arrivare in tempi estremamente rapidi. C’è chi pensa che possa essere annunciato già subito, o forse (ipotesi più probabile) nel giro di sette o otto giorni.
Meno fiducioso sarebbe invece il Presidente della Camera Gianfranco Fini: secondo fonti di ambienti vicini all’ex leader di An trapela una “cauta preoccupazione” che la legge venga bocciata.
E mentre l’opposizione si prepara alla battaglia (Francesco Rutelli mentre strizza l’occhiolino a Casini per il “grande centro” afferma che se il Lodo Alfano sarà bocciato si dovrà realizzare un “Governo del Presidente” che faccia “le riforme che il Governo Berlusconi non è riuscito a fare”), sotto un profilo meramente giuridico, lo scenario che maggiormente preoccupa la maggioranza è un giudizio di illegittimità “secca” del Lodo, che significherebbe che un provvedimento che impone la sospensione dei processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello stato non andava fatta con una legge ordinaria. E i tempi per un eventuale secondo Lodo Alfano riveduto e corretto secondo i dettami della Corte Costituzionale sarebbero decisamente lunghi e non privi di insidie, dato che un ddl costituzionale richiede la doppia lettura delle Camere e la maggioranza dei due terzi del Parlamento, sempre che si voglia evitare le forche caudine di un referendum confermativo.

 

LE PREVISIONI DI ANEDDA (CSM): VERRÀ BOCCIATO
"Il ‘lodo Alfano’ non passerà e il premier sarà sotto scacco per un periodo, ma vincerà.  Berlusconi ha una marcia in più, ha delle capacità superiori agli altri e che non tutti riescono a capire perché non lo conoscono bene". Così ieri il consigliere laico del Csm, Gianfranco Anedda, ospite di Klaus Davi conduttore della trasmissione "KlausCondicio" su YouTube.
"Da quando esiste la Repubblica – aggiunge – quello che ha fatto il presidente del Consiglio, anche per la situazione dei terremotati a L’Aquila, non lo ha mai fatto nessuno. Sono convinto che il ‘lodo Alfano’ non passerà, ma sono altrettanto convinto che ci sarà una decisione della Corte costituzionale che sarà un compromesso. Ci sarà una conseguenza pratica, ma la decisione non intaccherà le più alte cariche dello Stato: presidente della Repubblica, presidente del Consiglio e del Senato".
Secondo l’ex deputato di An, "tutti i processi che stanno assediando Berlusconi verranno sospesi. Non si potrà fare un dibattimento sul presidente del Consiglio fino a quando è in carica. Nel momento in cui cesserà di essere il presidente del Consiglio – continua – il dibattimento si potrà regolarmente fare, con pochi vantaggi per Berlusconi, perché la prescrizione viene sospesa e quindi si ripartirà da dove era stata sospesa. Quindi la prescrizione continuerà a decorrere normalmente".

CLICCA QUI per sapere cosa prevede il Lodo Alfano.

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