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Sulla Strada del Giro d’Italia

da Redazione

Il Teatro Titano ospita Calanchi, il festival di Bradipoteatar. Che comprende anche la storia della ciclista italiana.

L’Antico Testamento utilizza sette nomi per indicare la terra e altrettanti per il cielo; secondo il libro dell’Apocalisse, la fine dei mondo sarà annunciata dalla rottura dei sette Sigilli, seguita dal suono di sette trombe per bocca dei sette Angeli, quindi dai sette Portenti e infine dal versamento delle sette Coppe dell’ira di Dio. Nel Nuovo Testamento, sette sono i sacramenti, i doni dello Spirito Santo, i peccati capitali (gola, lussuria, avarizia, superbia, accidia, invidia e ira). Sette è inoltre sinonimo di governo dei cicli e dei ritmi della vita umana (dopo il concepimento, infatti, l’embrione rimane tale per sette settimane per poi trasformarsi in feto e il parto avviene dopo sette lune nuove). E sette – con quella che si apre l’8 ottobre – sono le edizioni “tagliate” dal festival internazionale di teatro “Calanchi”, organizzato dall’Associazione Culturale Teatrale Bradipoteatar, col patrocinio della Segreteria di Stato per la Cultura, la collaborazione dell’Ufficio Attività Sociali e Culturali e il supporto della Fondazione San Marino-Cassa di Risparmio-SUMS.
Sette è la magia. La magia del teatro. Di chi ha bisogno di mettere in scena frammenti di vita, riflessioni, coinvolgimenti. Di chi vuole comunicare – attraverso le molteplici via del corpo – un messaggio ben preciso: la salute di un popolo si misura – anche – in base alla sua capacità di produrre pensiero, colore. Arte.
“Il nome di ‘Calanchi’ e della Repubblica di San Marino viaggia sempre più intorno al pianeta. Tutti e cinque i continenti hanno risposto all’appello, con iscrizioni da innumerevoli nazioni dell’intero globo terracqueo. A onor del vero, manca ancora l’Antartide, ma ci stiamo attrezzando…” scrive la compagnia.
Il cartellone, vario ed esuberante, si apre giovedì 8 ottobre con l’intrigante spettacolo di danza contemporanea “G. G. Skylight” della CompaGnia Opus Ballet: quattro coreografi e otto danzatori celebrano l’Anno Mondiale dell’Astronomia con un lavoro di riflessione danzata sulla figura e sul genio assoluto di Galileo Galilei. La bellezza dello spettacolo risplende nella bravura tecnica e nelle forti differenze stilistiche delle varie coreografie, nel segno della ricerca sul movimento e l’espressività, in bilico tra la storia e la contemporaneità.
La scena come spazio di ricerca, arena dove si può diventare invisibili, dove l’attore può compiere errori e progredire. L’attore lodato e calpestato, afflitto ed esaltato, impaurito eppure felice. “Oktagon” – on stage il 10 ottobre – è un viaggio fatto a tappe dalla compagnia serba Theater Mimart, un lavoro che si interroga sull’esperienza creativa dell’artista, che si specchia nella propria anima per imparare a presentarsi al mondo. Cadere per rialzarsi di fronte al pubblico.
Il pomeriggio di domenica 11 è dedicato a “Ecobaleno”, il divertente spettacolo per bambini messo in scena dalla compagnia Il Naufragar m’è dolce, che spiegherà il ciclo dell’acqua al giovane pubblico in maniera ironica, fantasiosa e scientificamente corretta.
“Con grande orgoglio – spiegano gli organizzatori della rassegna – ospitiamo il ritorno a casa di Patrizia Bollini, una delle prime attrici professioniste sammarinesi, che giovedì 15 presenta ‘Finisce per A’, un omaggio ad Alfonsina Strada, unica donna a correre il Giro d’Italia maschile nel 1924”.
I Calanchi chiudono il 17 ottobre – perché il sette magico deve esserci- con il monologo drammatico “Il diavolo. Il sogno di Ivan Karamazov” di Antonello Taurino, uno dei protagonisti di Zelig, che stupisce con questo monologo leggero e intenso.
Tutti gli spettacoli si svolgeranno al Teatro Titano (Piazza Sant’Agata a San Marino) con inizio alle 21.15, salvo lo spettacolo “Ecobaleno”, che si terrà alle 17.
Info: www.bradipoteatar.com
Alessandro Carli
 

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