Home NotizieItalia In Italia la generosità  non riesce a battere la crisi

In Italia la generosità  non riesce a battere la crisi

da Redazione

La generosità batte la crisi? Secondo una statistica dell’Istituto italiano delle donazioni nel primo semestre dell’anno le previsioni tra un campione di associazioni non profit sono negative, e si teme una sostanziale diminuzione della raccolta fondi.

Nel momento in cui le borse mondiali registrano primi deboli segnali di ripresa economica, il terzo settore sembra invece avvertire forti indicazioni di una crisi che potrebbe significare grosse perdite. E’ quanto emerge dalla rilevazione semestrale sull’andamento delle donazioni in Italia dell’Istituto italiano delle donazioni. Mentre nel 2008 infatti non si è registrata una diminuzione della raccolta fondi, per i primi mesi del 2009 le aspettative (non ancora suffragate da dati di bilancio concreti) sono negative. Questo è stato il tema al centro della conferenza dal titolo "La generosità batte la crisi? Le fonti di finanziamento al Terzo Settore: le donazioni da privati nella prima parte dell’anno" durante la quale l’Istituto Italiano della Donazione ha presentato i risultati della rilevazione su un campione di circa 100 organizzazioni non profit (Onp). L’incontro è stato aperto dal professor Giuseppe Acocella, vicepresidente del Cnel, e da Maria Guidotti, presidente Istituto Italiano della Donazione. A seguire, Franco Vannini, consigliere delegato Iid, e Cinzia Di Stasio, responsabile delle relazioni con i Soci Iid, hanno presentato l’aggiornamento sull’andamento delle donazioni e le ricerche su cui sarà concentrata l’attività dell’Osservatorio Iid nei prossimi mesi. Alla luce dei dati di bilancio effettivi relativi allo scorso anno, le conseguenze della crisi sulle attività di raccolta fondi 2008 non sembravano essersi ancora fatti sentire: il 43% delle organizzazioni non profit risultava infatti aver incrementato la propria raccolta fondi rispetto al 2007 e solo il 23% ne segnalava una diminuzione. Ma c’è da rilevare che i primi veri segnali della contrazione si sono verificati soltanto nel terzo trimestre.
Da quanto emerso è risultato anche evidente che nel corso della prima rilevazione effettuata da Iid a gennaio 2008, le Onp avevano adottato un "atteggiamento prudenziale" e avevano dichiarato aspettative molto inferiori a quella che è poi risultata essere la realtà (solo il 24% delle Onp intervistate segnalava allora una percezione positiva dell’andamento delle attività di raccolta fondi e ben il 28% aveva invece manifestato un approccio pessimista all’argomento). Dalla ricerca è risultato poi il settore salute (inteso sia come prevenzione che come ricerca scientifica) quello ad aver registrato la performance migliore, mentre l’emarginazione sociale (cooperative sociali, associazioni che si occupano di problemi giovanili, femminili, di anziani o di disabili) ha riportato il primato negativo. Spostandosi ad analizzare questi primi mesi del 2009 invece, i dati di percezione sono risultati più negativi delle aspettative delle organizzazioni a inizio anno. Infatti, mentre il 25% delle Onp si aspettava di raccogliere nei primi sei mesi del 2009 meno del corrispondente periodo 2008, il 34% delle stesse stimava chiaramente una perdita reale nelle attività di raccolta fondi nello stesso periodo.

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