Home FixingFixing “Italia: il 25 per cento dell’energia dal nucleare”

“Italia: il 25 per cento dell’energia dal nucleare”

da Redazione

Al Meeting di Rimini anche la Repubblica di San Marino: il Segretario Marco Arzilli ha incontrato il Ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola. Che traccia il futuro del Belpaese, soffermandosi anche sulla crisi economica mondiale: “Sintomi di ripresa segnalati sia da Banca Mondiale che dall’OCSE”

 

Al Meeting di Rimini anche la Repubblica di San Marino: il Segretario Marco Arzilli ha incontrato il Ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola. Che traccia il futuro del Belpaese, soffermandosi anche sulla crisi economica mondiale: “Sintomi di ripresa segnalati sia da Banca Mondiale che dall’OCSE”
 
Nel nome, il destino. Un destino lungo trent’anni, quello del Meeting, che porta con sé una parola magnifica: il verbo to meet, incontrarsi. Fedele alla sua tradizione e al messaggio che porta in nuce, l’evento – ospitato alla Fiera di Rimini e intitolato “La conoscenza è sempre un avvenimento” – è stato impreziosito, fin dai primi giorni, dalla presenza di politici, economisti e studiosi provenienti da tutto il mondo.
 
San Marino
La Repubblica ha risposto “presente”: nel padiglione C2, oltre all’AASFN (molti gli appassionati di annulli postali che hanno chiesto informazioni) e alla CCIAA, anche gli stand della Segreteria di Stato per il Turismo e quello dell’Industria. Martedì mattina il Segretario di Stato Marco Arzilli ha conosciuto Ministro dello Sviluppo economico italiano Claudio Scajola: uno scambio veloce di battute. “Si è trattato di un incontro di conoscenza – spiega -, che potrebbe avere un seguito, magari a San Marino. Con l’ambasciatore Umberto Vattani ho intrattenuto uno scambio di volontà per un confronto sullo sviluppo economico. Lunedì invece, assieme a Roberto Formigoni, Governatore della Lombardia, si è discusso sulla possibilità di intensificare i rapporti tra il Titano e la Lombardia”. 
 
Energia
Solo posti in piedi o seduti per terra, martedì mattina, per seguire l’incontro su “Energia del futuro e futuro dell’energia”, con la partecipazione del ministro dello Sviluppo economico italiano Claudio Scajola e degli amministratori delegati di Enel ed Edison, Fulvio Conti e Umberto Quadrino. Il ministro Scajola ha esordito evidenziando come l’energia può garantire lo sviluppo ed il benessere dei paesi, anche dei più poveri, o può essere causa di guerre. “La scelta – ha affermato – deve essere nella direzione di una energia utilizzata per garantire la qualità della vita e per favorire la solidarietà con i paesi poveri, pure in termini di aiuto alla produzione. Grande è la responsabilità delle nazioni nel porre argini all’inquinamento, anche attraverso trattati internazionali; si ha fiducia che a Copenaghen possa essere sottoscritto un nuovo protocollo che coinvolga paesi che non hanno firmato quello di Kyoto”.
Passando ad esaminare la posizione italiana, il ministro ha rivendicato al proprio governo il passaggio da una posizione di debolezza ad una di forza, essendo stati presi provvedimenti che prevedono un piano energetico che si pone diversi obiettivi: la ricontrattazione dell’acquisto di energia dagli altri Paesi, con privilegio accordato a quelli che possano dare maggiori garanzie di stabilità; diversificazione delle fonti energetiche, con il 50% attribuito a gas, carbone pulito, petrolio; il 25% a solare, eolico, biomasse; il 25% al nucleare di nuova generazione (“Le centrali nucleari sono gli impianti industriali più sicuri al mondo: negli anni sono state la fonte energetica che ha prodotto meno vittime e danni all’ambiente” ha spiegato Scajola); difesa del-l’ambiente; investimenti per lo sviluppo delle nuove tecnologie. “Da quest’ultimo punto di vista, l’intervento fatto dal governo nel campo del fotovoltaico, attraverso accordi con industrie giapponesi per portare in Sicilia uno stabilimento per la produzione di pannelli solari”.
A latere dell’intervento, il ministro si è voluto soffermare sulla crisi economica: “La fase più acuta è passata. Ci sono sintomi di ripresa segnalati da tutti i principali indicatori e da tutti gli operatori del settore, dalla Banca Mondiale all’OCSE. Però la crisi non è terminata: la ripresa sarà ancora lunga per tornare ai livelli di un anno fa. Sarà un autunno complicato ma mi auguro che incominci quel percorso di ripresa. La strada è lunga ma l’Italia ha affrontato bene le difficoltà e ne uscirà più forte di come ci è entrata”.
L’ad dell’Enel Conti, salutando con favore la rinascita di un piano energetico guida da parte del Governo, ha rivendicato alla propria società il merito di avere fatto cospicui investimenti nel campo della tecnologia e della produzione di energia in Italia e all’estero, nell’ottica di una produzione a basso costo e del risparmio energetico. Ha citato come esempi di avanzata tecnologia, messa in campo dall’Enel, gli impianti solari, in grado di produrre energia anche di notte, utilizzabili con grandi vantaggi anche nei paesi sottosviluppati; quelli che sfruttano l’idrogeno; il contatore digitale, in grado, in futuro, di modulare i consumi, gestendo i flussi energetici ed evitando gli sprechi.
Con riferimento al nucleare, Conti ha evidenziato come la tecnologia Enel “viene utilizzata nella realizzazione di centrali in Francia, Spagna, Austria, mentre i tempi lunghi di realizzazione di tali tipi di centrali in Italia richiedono l’utilizzazione di altri fonti energetiche, quali il fotovoltaico ed il carbone fossile. Altri temi importanti, nel campo della tutela ambientale sono quelli inerenti il controllo nella gestione delle centrali nucleari e lo sviluppo della tecnologia tesa a catturare e riutilizzare le emissioni di anidride carbonica”.
Quadrino (Edison) ha invece rimarcato che il settore energetico ha assoluto bisogno di regole poste dall’Autorità, anche al fine di poter raggiungere l’obiettivo dell’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica: “E’ necessario attuare, per un verso, il risparmio energetico e, per un altro, la diversificazione delle fonti energetiche”. Con riferimento al gas e alle politiche tese all’importazione anche dall’Africa, attraverso la realizzazione di importanti infrastrutture, Quadrino ha messo in risalto come questo richieda che l’Italia abbia la capacità di saper poi farsi produttore e venditore a terzi di un prodotto che può essere convogliato da in grandi quantità, tali da superare le esigenze del Paese.
Alessandro Carli
 

 

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